La vita
Cronologia della vita
Le opere
Bibliografia essenziale
Giuseppe Verdi (1813 - 1901)
Pierluigi Petrobelli
Nato a Le Roncole, vicino a Busseto (Parma),
il 9 (o 10) ottobre 1813 da un oste e da una filatrice, Giuseppe
Verdi manifestò precocemente
il suo talento musicale, come testimonia la scritta posta sulla
sua spinetta dal cembalaro Cavalletti, che nel 1821 la riparò gratuitamente "vedendo
la buona disposizione che ha il giovinetto Giuseppe Verdi d'imparare
a suonare questo istrumento"; la sua formazione culturale
ed umanistica avvenne soprattutto attraverso la frequentazione
della ricca Biblioteca della Scuola dei Gesuiti a Busseto, tuttora
in loco.
I principi della composizione musicale
e della pratica strumentale gli vennero da Ferdinando Provesi,
maestro dei locali Filarmonici; ma fu a Milano che avvenne la
formazione della sua personalità.
Non ammesso a quel Conservatorio (per aver superato i limiti d'età),
per la durata di un triennio si perfezionò nella tecnica contrappuntistica
con Vincenzo Lavigna, già "maestro al cembalo" del Teatro
alla Scala, mentre la frequentazione dei teatri milanesi gli permise una conoscenza
diretta del repertorio operistico contemporaneo.
L'ambiente milanese, influenzato dalla dominazione austriaca, gli fece anche
conoscere il repertorio dei classici viennesi, soprattutto quello del quartetto
d'archi. I rapporti con l'aristocrazia e i contatti con l'ambiente teatrale
decisero anche sul futuro destino del giovane compositore: dedicarsi non alla
musica sacra come maestro di cappella, o alla musica strumentale, bensì in
modo quasi esclusivo al teatro in musica.
La prima sua opera, nata come Rocester (1837), frutto
di lunga elaborazione, e poi trasformata in Oberto, conte di
San Bonifacio, venne rappresentata alla Scala il 17 novembre
1839, con esito tutto sommato soddisfacente.
L'impresario del massimo teatro milanese, Bartolomeo Merelli, gli offerse un
contratto per altre due partiture: Un giorno di regno (Il finto
Stanislao), opera buffa, ebbe una sola rappresentazione (5 settembre 1840),
e solo con Nabucco, la cui prima ebbe luogo il 9 marzo 1842, il talento
verdiano si rivelò appieno. Il modello dello spettacolo grandioso, dove
la vicenda è disegnata a grandi tinte, si ripete nell'opera successiva, I
Lombardi alla prima crociata (Milano, Scala, 11 febbraio 1843); ed è con Ernani (Venezia,
La Fenice, 9 marzo 1844) che l'esperienza drammatica si concretizza nel conflitto
tra le passioni dei personaggi. Questa scelta stilistica prosegue con I
due Foscari (Roma, Teatro Argentina, 3 novembre 1844), ed è ulteriormente
raffinata in Alzira (Napoli, San Carlo, 12 agosto 1845). Tutte le
opere della prima fase creativa verdiana si differenziano fra loro perchè in
ciascuna di esse viene esplorato questo o quel particolare aspetto dell'esperienza
drammatico-musicale. Così, in Giovanna d'Arco, dalla tragedia
di Schiller (Milano, Scala, 15 febbraio 1845), l'elemento soprannaturale gioca
un ruolo determinante nella vicenda, di nuovo attagliata soprattutto sul grandioso;
mentre in Attila (Venezia, La Fenice, 17 marzo 1846) la sperimentazione
riguarda tanto la spettacolarità sulla scena quanto l'organizzazione
complessiva dei singoli atti che compongono la partitura. Con Macbeth (Firenze,
La Pergola, 14 marzo 1847) Verdi affronta per la prima volta un modello shakespeariano,
e soprattutto mette in evidenza le connessioni drammaticamente rilevanti tra
momenti cruciali della vicenda, e questo con mezzi esclusivamente musicali.
A trentaquattro anni il compositore ha ormai raggiunto una fama internazionale;
le sue opere si rappresentano con frequenza in tutti i teatri del mondo, e
vengono commissionate dai principali teatri italiani, esempio tipico è la
prima rappresentazione de Il corsaro (Trieste, Teatro Grande, 25 ottobre
1848) alla quale l’autore non può assistere perché impegnato
altrove.
Ma questo a Verdi non basta. La trasformazione de I Lombardi in Jérusalem (Parigi,
Opéra, 26 novembre 1847) costituisce il primo incontro con le esigenze
(ma anche con gli imponenti mezzi a disposizione) del grand opéra francese,
e di questa esperienza sono evidenti le tracce ne La battaglia di Legnano (Roma,
Argentina, 27 gennaio 1849), in cui conflitti individuali ed aspirazioni patriottiche,
sollecitate dal contemporaneo esplodere dei moti risorgimentali, si alternano
nella partitura. Con Luisa Miller (Napoli, San Carlo, 8 dicembre 1849),
di nuovo su modello schilleriano, i conflitti si spostano anche tra differenti
livelli sociali, alla fine dei quali l'innocenza soccombe.
Con Stiffelio (Trieste, Teatro Grande, 16 novembre 1850) l'ambientazione
borghese di una setta religiosa mette in luce il conflitto tra i sentimenti
individuali e il dovere che la carica spirituale impone. In Rigoletto (Venezia,
La Fenice, 11 marzo 1851) l'arte verdiana raggiunge uno dei suoi vertici più alti
grazie alla perfetta concatenazione drammatica (frutto anche della fedeltà al
modello di Victor Hugo), realizzata con altrettanto perfetto equilibrio dei
mezzi musicali impiegati: la vendetta del buffone di corte per l'oltraggio
inflitto dal duca libertino alla figlia ricade spaventosa su di lui tra lo
scatenarsi degli elementi naturali in tempesta. Sempre sulla dimensione degli
individui si atteggia La traviata (Venezia, La Fenice, 6 marzo 1853),
partitura accentrata sull'eroina, una cortigiana che alle convenzioni ipocrite
della società in cui vive oppone il totale sacrificio di sé.
A queste due vicende direzionali, nelle quali lo sviluppo dell'azione avviene
con un ritmo intensissimo, si contrappone quella del Trovatore (Roma,
Teatro Apollo, 19 gennaio 1853), ricavata dall'omonimo dramma di García
Gutiérrez, in cui le motivazioni che determinano lo svolgimento dell'azione
sono continuamente eluse; l'azione drammatica si sublima costantemente nel
gesto musicale, realizzando una forma di teatralità pura per la quale
non esistono modelli o confronti.
All'esperienza del grand opéra
Verdi ritorna con Les
Vêpres siciliennes (Paris, Opéra, 13 giugno
1855), affrontando per la prima volta le esigenze della declamazione
in lingua francese, e mettendo a confronto ancora una volta conflitti
tra individui con aspirazioni e sentimenti di un intero popolo.
Oltre alla traduzione del Trovatore in Trouvère e
l'impoverita trasformazione (soprattutto per esigenze di censura)
di Stiffelio in Aroldo, con Simon Boccanegra
(Venezia, La Fenice, 12 marzo 1857) Verdi sperimenta in maniera
nuova tematiche e opposizioni politiche, mentre con Un ballo
in maschera (Roma, Teatro Apollo, 17 febbraio 1859) i conflitti
sono in primo luogo all'interno di ciascuno dei principali personaggi,
e sono rappresentati attraverso un gioco costante di simmetrie
di situazioni e di travestimenti che trovano corrispondenza nelle
continue variazioni della cellula ritmica che sta alla base dell'intera
partitura. Analoga sperimentazione strutturale ritorna ne La
forza del destino (San Pietroburgo, Teatro Imperiale, 10
novembre 1862) dove ancora una volta le improbabili peripezie
degli individui e le loro sofferenze si stagliano contro l'indifferenza
delle scene collettive.
Il ritorno all'orbita francese porta alla riscrittura di Macbeth (Paris,
Théâtre Lyrique, 21 aprile 1865) e alla composizione
di Don Carlos (Paris, Opéra, 11 marzo 1867), dove
le esigenze spettacolari del genere vengono piegate alle necessità della
più complessa fra tutte le realizzazioni drammatiche verdiane:
i conflitti tra gli individui - e al loro interno - sono connessi
tra loro in una vorticosa spirale, nella quale la concezione politica
liberale del Marchese di Posa si confronta con quella assoluta
di Filippo; ma su di entrambe prevale il potere della Chiesa impersonato
dal Grande Inquisitore.
Verdi, che era stato eletto deputato nel primo Parlamento italiano
e che su richiesta di Cavour aveva composto l'Inno delle nazioni per
l'inaugurazione dell'Esposizione universale di Londra del 1862,
vide con crescente preoccupazione l'assenza di un sentimento di
appartenenza nella nazione appena creata; e non cessò di
additare modelli nei quali riconoscere un patrimonio culturale
comune; alla morte di Rossini (13 novembre 1868) propose una Messa
da Requiem, omaggio collettivo dei maestri italiani al massimo
esponente dell'arte loro (1869) e, rielaborando La forza del
destino, scrisse una Sinfonia la cui articolazione è modellata
su quella del rossiniano Guglielmo Tell.
La creazione di Aida (Il
Cairo, Teatro dell'Opera, 24 dicembre 1871), voluta come opera "nazionale" egiziana
da Ismail Pascià, portò ad una originalissima interpretazione,
in chiave italiana, delle esigenze spettacolari e drammatiche del
grand opéra; ancora una volta in quest'opera il conflitto
tra il potere e l'individuo porta all'annientamento di quest'ultimo
attraverso una caleidoscopica alternanza di esperienze stilistiche,
musicali e spettacolari.
Davanti al diffondersi in Italia della
musica strumentale d'Oltralpe Verdi reagì componendo un Quartetto (Napoli,
1 aprile 1873) per dimostrare che sapeva combattere il "nemico" con
le sue stesse armi e, alla morte di Alessandro Manzoni, decise
di comporre lui stesso, sviluppando il già fatto nell'ultimo
movimento della collettiva Messa per Rossini, un Requiem,
che di quella composizione ritiene l'articolazione testuale e l'alternanza
di spessori sonori.
Ma il Requiem, ulteriore
messaggio politico che identifica nel destinatario la massima
gloria letteraria contemporanea e in Palestrina il modello storico
secondo il quale si svolgono alcuni momenti cruciali della partitura, è una
solitaria, totalmente soggettiva, meditazione sul mistero della
morte, con tensioni costantemente frustrate verso una trascendenza
avvertita come improbabile.
Ad un periodo piuttosto prolungato
di apparente stasi ed inattività creativa
seguirono il radicale rifacimento del Simon Boccanegra (1880-81),
che segna fra l'altro l'inizio della collaborazione con Arrigo
Boito, e la trasformazione di Don Carlos da grand opéra
in cinque atti ad opera italiana (Milano, Scala, 10 gennaio 1884).
Con la composizione di Otello (Milano, Scala, 5 febbraio
1887) Verdi riporta il dramma al livello dell'individuo - il protagonista
- che si dibatte e soccombe tra l'astrazione assoluta del bene
- Desdemona - e quella del male - Jago -. Se in Otello sono
ancora riconoscibili, pur nel flusso continuo del discorso sonoro
e drammatico, nuclei statici nei quali si intravedono le forme
musicali chiuse del passato, in Falstaff, l'estrema fatica
operistica verdiana, l'azione si trasforma in puro gioco dell'intelletto,
al quale corrisponde un altrettanto sottile e raffinato procedere
di simmetrie sonore.
La parabola artistica di Verdi si chiuse con la composizione
dei tre pezzi sacri, uno StabatMater ed un Te
Deum per coro e grande orchestra, che incorniciano la preghiera
alla Vergine dall'ultimo canto della Divina commedia, affidato
a quattro voci femminili soliste e, a questi tre brani venne in
seguito aggiunta, all'inizio, un'Ave Maria per coro a
cappella, composta precedentemente. Anche qui, come nel Requiem,
le aspirazioni ad una trascendenza si alternano ad una visione
pessimistica della realtà umana, la sola alla quale Verdi
crede veramente. E per i musicisti anziani Verdi dà vita
in Milano ad una Casa di riposo che egli definirà "l'opera
mia più bella".
La morte di Verdi, il 27 gennaio 1901, segna la conclusione di
un'era della vita italiana; l'apoteosi del suo funerale coincide
invece con l'inizio della parabola crescente della fortuna dell'opera
sua, mai come oggi viva ed attuale sulle scene di tutto il mondo.
© Copyright 2001 by Pierluigi Petrobelli
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Cronologia della
vita
Marisa Di Gregorio Casati
1813 Nasce
il 9 o 10 ottobre (la data è incerta)
alle Roncole, frazione di Busseto negli Stati parmensi, allora
sotto il dominio francese. Il padre, Carlo, è l’oste
del luogo, con un piccolo spaccio di generi vari; la madre, Luigia
Uttini, filatrice, proviene da Saliceto di Cadeo, nel Piacentino.
1817 Comincia a
prendere lezioni di italiano, latino e musica da don Pietro
Baistrocchi, organista nella Chiesa delle Roncole. Tre anni
più tardi il padre gli regala
una spinetta usata ed egli sostituisce don Baistrocchi all’organo.
1823 Novembre: entra
al ginnasio di Busseto per studiare “grammatica inferiore e superiore” con
don Pietro Seletti.
1825 Prende lezioni di musica dal maestro
di cappella Ferdinando Provesi.
1828 Compone pagine
strumentali per la Società Filarmonica
di Busseto, di cui Antonio Barezzi, suo futuro suocero, era fondatore
e presidente.
1829 Il 24 ottobre concorre, senza fortuna,
per il posto di organista del comune di Soragna.
1831 Il 14 marzo
si trasferisce in casa di Antonio Barezzi e dà lezioni di canto e piano alla figlia
Margherita. In maggio Carlo Verdi chiede al Monte di Pietà di
Busseto un sussidio per il figlio Giuseppe affinché possa “perfezionarsi
nell’arte musicale”. In dicembre analoga richiesta
verrà rivolta alla duchessa Maria Luigia affinché interceda
presso il Monte di Pietà.
1832 Il 13 febbraio,
grazie anche ad un contributo di Antonio Barezzi, il Monte
di Pietà di Busseto concede
a Giuseppe Verdi una borsa di studio di 300 lire annue, per quattro
anni. In giugno Verdi si trasferisce a Milano e prende alloggio
in casa del bussetano Giuseppe Seletti. Non viene ammesso al
Conservatorio di Milano ed in agosto inizia le lezioni private
con Vincenzo Lavigna, maestro al cembalo al Teatro alla Scala.
1833 Il 26 luglio
muore Ferdinando Provesi, ed il 10 agosto muore anche la sorella
Francesca Giuseppa, cui Verdi era molto affezionato. In dicembre
da Milano fa domanda per concorrere al posto lasciato vacante
da Provesi. La domanda non verrà accolta ed il posto sarà ricoperto
da Giovanni Ferrari di Guastalla.
1834 L’11 aprile partecipa al Teatro
dei Filodrammatici di Milano come maestro al cembalo all’esecuzione
dell’oratorio di Haydn La creazione. L’esecuzione
viene ripetuta al Casino dei Nobili. E’ forse in questo
periodo che conosce Andrea Maffei, socio dei Filodrammatici.
Il 14 novembre Verdi assiste a Parma ad un concerto di Paganini,
presente la duchessa Maria Luigia.
1835 Il 15 luglio
Lavigna rilascia un attestato in cui dichiara: “Aver egli studiato Contrappunto [...]
ed aver percorso gli studi lodevolmente”; Verdi è perciò “abilitato
a disimpegnare la professione al pari di qualunque accreditato
Maestro di Cappella”. L’11 ottobre Verdi fa domanda
per il posto di Maestro di cappella del Duomo di Monza. Intrattiene
contatti con Pietro Massini, direttore dell’Accademia di
dilettanti del Teatro dei Filodrammatici di Milano, per un’opera
da rappresentarsi in quel teatro (Rocester).
1836 Il 27-28 febbraio
sostiene e supera l’esame
per l’incarico di maestro di musica e direttore della Società Filarmonica
di Busseto. Il 4 maggio sposa Margherita Barezzi ed insieme si
recano a Milano in viaggio di nozze. Inizia la composizione di Rocester e
mette in musica l’ode di Manzoni Il cinque maggio. In
novembre compone un Tantum ergo per tenore e orchestra.
1837 Il 26 maggio
nasce la figlia Virginia; l’8 ottobre nella chiesa di
Croce Santo Spirito esegue con i Filarmonici bussetani una
sua Messa. Dirige molte
accademie alla Società Filarmonica di Busseto.
1838 L’11 luglio nasce il figlio Icilio;
il 12 agosto muore la figlia Virginia. Pubblica presso l’editore
G. Canti di Milano le Sei romanze per canto e pianoforte
(Non t’accostare all’urna; More, Elisa
lo stanco poeta; In solitaria stanza; Nell’orror
di notte oscura; Perduta ho la pace; Deh, pietoso,
o Addolorata). Il 28 ottobre si dimette dall’incarico
di maestro di musica di Busseto.
1839 Il 6 febbraio lascia Busseto con la famiglia
e si trasferisce a Milano; in aprile incontra per la prima volta
Giuseppina Strepponi cui fa ascoltare Oberto, conte di San
Bonifacio, che andrà in scena al Teatro alla Scala
il 17 novembre. L’impresario Bartolomeo Merelli offre a
Verdi un contratto per scrivere tre opere in due anni, mentre
Giovanni Ricordi si assicura la stampa dell’Oberto. Il
22 ottobre muore il figlio Icilio. L’editore Canti pubblica
le due Romanze L’esule e La seduzione, e
il Notturno «Guarda che bianca luna!».
1840 Inizia a comporre Un giorno di regno,
lottando contro la salute malferma. Il 18 giugno muore per encefalite
la moglie Margherita. Verdi ritorna a Busseto, ma è di
nuovo a Milano in luglio. Il 5 settembre la nuova opera buffa Un
giorno di regno viene eseguita per una sola volta e senza
successo.
1841 Fine gennaio: comincia a musicare Nabucodonosor,
che terminerà in ottobre.
1842 Il 9 marzo prima rappresentazione al
Teatro alla Scala di Milano di Nabucodonosor (Nabucco),
su libretto di Temistocle Solera, con esito eccellente. In maggio
compone la Romanza «Chi i bei dì m’adduce
ancora» per l’album di Sofia de’ Medici. In
settembre incontra Rossini a Bologna; su questo incontro scriverà: “mi
ha accolto assai gentilmente e l’accoglienza è parsa
sincera. [...] Quando penso che Rossini è la reputazione
mondiale vivente, io mi ammazzerei e con me tutti gli imbecilli.
Oh è una gran cosa essere Rossini!”. In autunno Nabucco viene
ripreso alla Scala con grande successo, l’opera tiene il
cartellone per cinquantasette sere. (Verdi inizia a frequentare
con più assiduità i salotti aristocratici milanesi).
1843 L’11
febbraio prima rappresentazione alla Scala de I Lombardi
alla primacrociata su
libretto di Solera; l’esito è molto buono. Il 20
marzo Verdi si reca a Vienna per dirigere tre recite di Nabucco.
Riceve la proposta del Teatro La Fenice di Venezia di scrivere
un’opera nuova per il Carnevale 1843-44. Il 20 settembre
il segretario del Teatro La Fenice Guglielmo Brenna invia a Verdi
il programma di Ernani, di cui Piave sarà il
librettista. Compone la Romanza «Cupo è il sepolcro
e mutolo» per l’album di Lodovico Belgioioso.
1844 Il 9 marzo prima rappresentazione di Ernani alla
Fenice con esito ottimo: “il pubblico m’ha fatto
ogni sorta d’accoglienza e l’altra sera m’hanno
accompagnato a casa colla banda” (lettera ad Antonio Barezzi,
17.3.1844). In aprile Emanuele Muzio comincia a studiare con
Verdi; sarà lil suo unico allievo. L’8 maggio acquista
alle Roncole il podere Plugaro. In settembre porta a compimento
la composizione de I d ue Foscari, su libretto di Piave,
che verrà rappresentato a Roma, al Teatro Argentina, il
3 novembre. Verdi, ritornato a Milano da Roma, inizia a scrivere Giovanna
d’Arco. Compone anche la Romanza «E’ la
vita un mar d’affanni».
1845 Il 15 febbraio prima rappresentazione
alla Scala di Giovanna d’Arco (su libretto di
Solera). L’editore Lucca pubblica in maggio l’album
di Sei romanze per canto e pianoforte (Il tramonto; La
zingara; Ad una stella; Lo spazzacamino; Il
mistero; Brindisi). Il 20 giugno Verdi parte per
Napoli, dove il 12 agosto Alzira, su libretto di Salvadore
Cammarano, verrà rappresentata al Teatro di San con esito
discreto. Di ritorno a Milano, Solera gli consegna il libretto
di Attila, che subito inizia a comporre. In settembre-ottobre
Verdi acquista a Busseto il palazzo Dordoni Cavalli; in ottobre
incontra a Milano l’impresario Benjamin Lumley di Londra
e l’editore parigino Léon Escudier, il quale acquista
i diritti per la Francia delle sue opere. In dicembre Verdi parte
per Venezia, dove si ammala gravemente di febbre gastrica.
1846 L’11 gennaio Giuseppina Strepponi
canta per l’ultima volta in teatro (Nabucco a
Modena) e successivamente si trasferisce a Parigi dove si mantiene
dando lezioni di canto. Il 17 marzo prima rappresentazione di Attila al
Teatro La Fenice con esito ottimo. In aprile, rientrato a Milano,
Verdi si deve sottoporre ad un lungo periodo di riposo ed in
luglio parte per Recoaro in compagnia di Andrea Maffei, che accetta
di scrivere il libretto dei Masnadieri. In ottobre inizia
a scrivere Macbeth sui versi di Piave.
1847 Il 18 febbraio Verdi, in compagnia di
Muzio, si trasferisce a Firenze. Il 14 marzo prima rappresentazione
di Macbeth al Teatro alla Pergola con esito buono. Rientrato
a Milano comincia a comporre I masnadieri, ed il 26
maggio parte per Londra in compagnia di Emanuele Muzio; in quella
città, il 22 luglio, l’opera verrà rappresentata
all’Her Majesty’s Theatre con esito buono. A Londra
Verdi conosce anche Giuseppe Mazzini. Il 27 luglio parte da Londra
per Parigi, dove, il 26 novembre, all’Opéra, viene
rappresentata Jérusalem , rielaborazione de I
Lombardi secondo i criteri del grand opéra. L’editore
Lucca pubblica la Romanza per canto e piano Il poveretto.
1848 Gennaio: Verdi termina la composizione
de Il corsaro; in aprile: breve viaggio a Milano, dove
incontra di nuovo Mazzini ed accetta di comporre un inno patriottico.
Il 25 maggio acquista il fondo di Sant’Agata, su cui sorge
il casale che diventerà la sua villa. Torna a Parigi e
va a convivere con Giuseppina Strepponi. In settembre, ricevuta
la poesia di Goffredo Mameli, compone l’inno Suona
la tromba per voci maschili. Il 25 ottobre prima rappresentazione
de Il corsaro al Teatro Grande di Trieste (Verdi si
trova ancora a Parigi) con esito abbastanza buono. In novembre
il compositore chiede a Cammarano alcune modifiche al libretto
de La battaglia di Legnano, quanto al soggetto della
nuova opera da darsi a Roma chiede vi siano: “caratteri
ben decisi, passione, movimento, molto patetico e soprattutto
vi sia il grandioso e lo spettacoloso senza
di cui io non credo possibile un successo in un gran teatro” (lettera
del 23 novembre). Il 20 dicembre Verdi parte da Parigi per recarsi
a Roma.
1849 Il 27 gennaio prima rappresentazione
de La battaglia di Legnano al Teatro Argentina nel clima
della Repubblica romana e alla presenza di Mazzini e Garibaldi;
il quarto atto viene bissato. All’inizio di febbraio Verdi
torna a Parigi. Il 3 maggio Cammarano gli spedisce il programma
di Eloisa Miller. A fine estate il compositore si trasferisce
a Busseto; Giuseppina lo raggiungerà in settembre ufficializzando
così l’unione con Verdi. Il 3 ottobre, in compagnia
di Antonio Barezzi, Verdi parte per Napoli dove, l’8 dicembre,
viene rappresentata Luisa Miller al Teatro di San Carlo.
A metà dicembre rientra a Busseto.
1850 Gennaio-febbraio: Verdi progetta di scrivere Re
Lear basato sul dramma di Shakespeare, e chiede a Cammarano
di stendergli una selva. A metà giugno Piave si reca
a Busseto per lavorare ai libretti di Stiffelio e
della Maledizione (Rigoletto). Il 16 novembre
al Teatro Grande di Trieste prima rappresentazione di Stiffelio in
una versione mutilata dalla censura. In questa città Verdi
compone la Romanza per canto e pianoforte «Fiorellin
che sorgi appena». Tornato a Busseto, si occupa del libretto
di Rigoletto e si rifiuta categoricamente di adattarne
il testo alle imposizioni della censura.
1851 Il 2 gennaio Verdi propone a Cammarano
il soggetto del Trovatore; il 26 Piave annuncia a Verdi
che la censura ha approvato Rigoletto. In febbraio il
compositore parte per Venezia dove, l’11 marzo, l’opera
viene rappresentata con esito trionfale. Ritornato a Busseto
Verdi si trasferisce nella villa di Sant’Agata; il 28 giugno
muore la madre; il 10 dicembre parte con Giuseppina per Parigi.
1852 In febbraio
firma un contratto con l’Opéra;
forse assiste al Théâtre de Vaudeville a LaDame
aux camélias, adattamento del romanzo di Dumas fils.
Il 18 marzo è di nuovo a Sant’Agata e firma un contratto
con La Fenice. Il 17 luglio muore a Napoli Salvadore Cammarano,
il libretto del Trovatore verrà completato da
Emmanuele Bardare. In dicembre Verdi inizia la composizione de La
traviata e termina quella del Trovatore. Il 24
dicembre è a Roma.
1853 Il 19 gennaio prima rappresentazione
de Il trovatore al Teatro Apollo con successo trionfale.
Ritornato a Sant’Agata Verdi lavora alacremente a La
traviata ed il 21 febbraio è a Venezia dove, il 6
marzo, l’opera viene rappresentata al Teatro La Fenice:
accoglienza fredda. Il 10 marzo ritorna a Sant’Agata e
riparte il 15 ottobre alla volta di Parigi.
1854 In marzo Verdi è a
Londra e successivamente a Parigi. Il 6 maggio La traviata viene riproposta con
grande successo al Teatro di San Benedetto di Venezia; in ottobre
cominciano le prove dei Vêpres siciliennes all’Opéra
di Parigi, interrotte a causa della fuga di Sofia Cruvelli in
Costa Azzurra con il fidanzato. Il 26 dicembre, prima rappresentazione
del Trovatore al Théâtre Italien, in italiano.
1855 Il 13 giugno felice esito de Les
Vêpres siciliennes (Parigi, Théâtre
de l’Opéra) con oltre quaranta repliche; alla
fine di dicembre Verdi rientra in Italia. L’opera viene
rappresentata a Parma in italiano col titolo Giovanna de
Guzman (26 dicembre).
1856 A fine marzo
Piave è a Sant’Agata
per le modifiche al libretto di Stiffelio (il futuro Aroldo).
A fine giugno Verdi e Giuseppina sono a Venezia per la stagione
dei bagni. Il 31 luglio partono per Parigi dove, in ottobre,
sono ospiti di Napoleone III nella villa imperiale di Compiègne.
1857 Il 12 gennaio prima rappresentazione de Le
Trouvère all’Opéra di Parigi; il 13
gennaio Verdi e Giuseppina Strepponi partono per Sant’Agata,
dove il compositore termina Simon Boccanegra, che
verrà rappresentato al Teatro La Fenice il 12 marzo
con esito mediocre. In maggio è a Reggio Emilia per
la ripresa del Boccanegra al Teatro Municipale (10
giugno). Nell’estate viene portata a compimento la trasformazione
di Stiffelio in Aroldo ed il 16 agosto l’opera
viene rappresentata al Teatro Nuovo di Rimini con la direzione
di Angelo Mariani. Il 20 agosto rientra a Sant’Agata
e si occupa della composizione de Una vendetta in domino (Un
ballo in maschera).
1858 Il 5 gennaio
Verdi e Giuseppina partono per Napoli, ma insormontabili difficoltà di censura portano
a sciogliere il contratto con il San Carlo e l’opera, prevista
per Napoli, viene offerta all’impresario Jacovacci di Roma.
Il 23 aprile lasciano Napoli e rientrano a Sant’Agata.
In giugno-luglio trascorrono un periodo di riposo alle terme
di Tabiano; in settembre il libretto di Una vendetta in domino,
ora col titolo Un ballo in maschera, viene approvato
dalla censura romana. Il 20 ottobre Verdi e Giuseppina partono
nuovamente alla volta di Napoli per una ripresa di Simon
Boccanegra, che andrà in scena al Teatro di San Carlo
il 28 novembre.
1859 Il 15 gennaio Verdi e la Strepponi sono
a Roma, dove, il 17 febbraio, Un ballo in maschera viene
rappresentato al Teatro Apollo con grande successo. Il 20 marzo
sono di nuovo a Sant’Agata; in luglio trascorrono un breve
periodo di riposo ai bagni di Tabiano ed il 29 agosto si recano
a Collonges-sous-Salève (alta Savoia) per il loro matrimonio,
officiato con rito religioso dall’abate Mermillod. Poco
dopo Verdi è eletto rappresentante di Busseto per recarsi
a Torino ad offrire l’annessione (votata in plebiscito)
dell’ex Ducato di Parma al Regno di Sardegna; a Leri incontra
Cavour.
1860 Gennaio:
Verdi e la moglie sono a Genova per trascorrervi il periodo
invernale. A marzo tornano a Sant’Agata
ed a luglio sono a Tabiano; Verdi si occupa della ristrutturazione
della villa di Sant’Agata. In dicembre il tenore Enrico
Tamberlick, facendosi intermediario della direzione dei Teatri
Imperiali di San Pietroburgo, chiede a Verdi di comporre un’opera
per quel teatro.
1861 Verdi è deputato
nel primo Parlamento italiano per il collegio di Borgo San
Donnino (Fidenza). In una delle sedute della Camera, a cui
partecipa, compone la Romanza per canto e piano Il brigidin. A fine novembre parte
con la moglie per San Pietroburgo in vista del debutto de La
forza deldestino, ma la malattia del soprano La
Grois lo costringe a rinviare l’opera di un anno.
1862 Per l’Esposizione
Internazionale di Londra compone, su testo del giovane Arrigo
Boito, l’Inno
delleNazioni per tenore, coro e orchestra, che
viene eseguito all’Her Majesty’s Theatre il 24 maggio.
A fine agosto Verdi e la moglie ripartono per San Pietroburgo
dove, il 10 novembre ha luogo la prima rappresentazione de La
forza del destino: successo eccellente nonostante l’ostilità di
una parte dell’ambiente culturale russo. Il 9 dicembre
lasciano la Russia e raggiungono Parigi.
1863 Il 6 gennaio Verdi e Giuseppina raggiungono
Madrid per una ripresa de La forza del destino al Teatro
Real (21 febbraio). Visitano l’Andalusia ed in marzo sono
di nuovo a Parigi per la ripresa dei Vêpres siciliennes all’Opéra
(20 luglio). In agosto rientrano a Sant’Agata.
1864 Diversi viaggi a Torino per svolgere
gli impegni di deputato. In novembre Verdi inizia la revisione
di Macbeth e incarica Piave della stesura dei nuovi
versi da tradurre.
1865 I coniugi
Verdi trascorrono l’inverno
a Genova; il compositore compie frequenti viaggi a Torino. Presenta
a Parigi (Théâtre Lyrique, 21 aprile) la nuova versione
in francese di Macbeth con esito modesto. In settembre
rinuncia a candidarsi nuovamente come deputato ed in novembre
parte per Parigi dove fa visita a Rossini e firma un nuovo contratto
con l’Opéra.
1866 In marzo ritorna in Italia ed inizia
a comporre Don Carlos; in luglio affitta un appartamento
a Genova (Palazzo Sauli), che diverrà il ritiro abituale
per i mesi invernali. Il 24 luglio i coniugi Verdi sono a Parigi
per le prove dell’opera. Dal 19 agosto al 12 settembre
sono a Cauterets nei Pirenei per le cure termali.
1867 Il 14 gennaio
muore a Busseto Carlo Verdi, padre del Maestro (era nato alle
Roncole il 18 agosto 1875). L’11 marzo, dopo rinvii, tagli e interventi dell’ultima
ora, Don Carlos va in scena al Théâtre
de l’Opéra di Parigi. Ritornati in Italia in maggio
Giuseppina si reca a Milano e fa visita a Clara Maffei e ad Alessandro
Manzoni; sempre in maggio Verdi e la moglie decidono di affiliare
la cugina Filomena (a cui daranno successivamente il nome di
Maria). Il 21 luglio muore a Busseto Antonio Barezzi. Il 27 ottobre
a Bologna prima esecuzione italiana di Don Carlos, diretta
da Angelo Mariani.
1868 Il compositore incontra a Milano - grazie
alla contessa Maffei - Alessandro Manzoni (30 giugno). Il 13
novembre muore Gioacchino Rossini e Verdi propone che i maggiori
compositori italiani scrivano una Messa per onorarne
la memoria. In dicembre è a Genova e lavora alla revisione
della Forza del destino.
1869 Il 27 febbraio al Teatro alla Scala, prima
rappresentazione della nuova versione della Forza del destino con
esito buono. In agosto Verdi compone il «Libera me, Domine» per
la Messa per Rossini, ma nasce un dissidio con Mariani,
impegnato per le celebrazioni rossiniane a Pesaro, circa l’esecuzione
della Messa da eseguirsi nella basilica di San Petronio
a Bologna; il 4 novembre la commissione milanese, istituita appositamente
per questo progetto, rinunzia definitivamente alla sua attuazione.
In dicembre Ricordi pubblica l’Album per canto a
beneficio della famiglia di Piave (il librettista era stato colpito
da una grave paralisi) e per il quale Verdi ha composto uno Stornello. A
fine dicembre Camille Du Locle, autore del libretto di Don
Carlos, è a Sant’Agata e propone a Verdi di
scrivere un’opera per i festeggiamenti in occasione dell’apertura
del Canale di Suez.
1870 Metà maggio:
Verdi riceve da Du Locle uno scenario di Aida redatto
dall’egittologo
Auguste Mariette ed a luglio ospita Antonio Ghislanzoni a cui
propone la versificazione del libretto. Il 9 agosto inizia a
comporre l’opera. Nel corso dell’intera estate librettista
e compositore lavorano a stretto contatto. In dicembre, da Genova,
Verdi rifiuta il posto di direttore del Conservatorio di Napoli
offertogli dal Ministro della Pubblica Istruzione Cesare Correnti
e rimasto vacante dopo la morte di Saverio Mercadante.
1871 In febbraio discute con il Ministro Correnti
un progetto di riforma dei conservatori italiani; in settembre
termina la composizione di Aida; si incontra a Milano
con lo scenografo Girolamo Magnani per la messa in scena dell’opera
alla Scala e propone il riassetto dell’orchestra di quel
teatro. Il 19 novembre a Bologna assiste ad una recita del Lohengrin di
Wagner diretto da Mariani e annota le proprie impressioni sullo
spartito. Il 24 dicembre, al Teatro dell’Opera prima rappresentazione
di Aida al Cairo (Verdi non andrà nella città egiziana)
diretta da Giovanni Bottesini.
1872 L’8
febbraio, Verdi presente, prima rappresentazione europea di Aida al
Teatro alla Scala con grande successo; l’opera verrà ripresa anche
al Teatro Regio di Parma (20 aprile) presente l’autore.
In agosto i coniugi Verdi sono a Tabiano, ed in novembre a Napoli
per una ripresa di Don Carlo al Teatro di San Carlo
(2 dicembre).
1873 Ancora a Napoli per le prove di Aida,
che va in scena il 30 marzo. Verdi scrive il Quartetto in
Mi minore per archi e lo fa eseguire in forma privata nel suo
appartamento all’Albergo delle Crocelle. In aprile è a
Sant’Agata. La morte di Alessandro Manzoni (22 maggio)
riporta in primo piano l’idea di una Messa da requiem, dedicata
ora al grande scomparso.
1874 Il 22 maggio a Milano, nella Chiesa di
San Marco, prima esecuzione della Messa da requiem per
l’anniversario della morte di Manzoni (replica alla Scala
il 25 maggio ed all’Opéra Comique di Parigi il 9
giugno). A Genova Verdi affitta un nuovo appartamento a Palazzo
Doria, che resterà la sua abitazione invernale fino all’estrema
vecchiaia; in novembre è nominato senatore.
1875 In aprile
Verdi è a Milano per
definire il contratto con Ricordi e gli artisti per la tournée
europea della Messa da requiem (Parigi, Opéra
Comique, 19 aprile; Londra, Albert Hall, 15 maggio; Vienna, Hofoperntheater,
11 giugno con numerose repliche in ogni città). 9 dicembre:
prima esecuzione pubblica del quartetto al Conservatorio di Milano.
1876 In gennaio-febbraio è a Genova;
il 20 marzo parte alla volta di Parigi dove, al Théâtre
Italien, dirige Aida (22 aprile, in italiano) e la Messa
da requiem (30 maggio). Il 1° giugno il suo Quartetto per
archi viene eseguito in forma privata all’Hôtel de
Bade dove Verdi alloggia.
1877 Su invito di Ferdinand Hiller Verdi si
reca a Colonia per dirigere la Messa da requiem (21
maggio), quindi visita l’Olanda ed a giugno è a
Parigi. Trascorre l’inverno a Genova.
1878 In aprile è a Parigi ed ai primi
di maggio a Genova. In ottobre a Sant’Agata, nella cappella
della villa, viene celebrato il matrimonio di Maria con Alberto
Carrara. A fine novembre Verdi parte per un breve viaggio a Parigi
per visitare l’Esposizione Universale, quindi rientra a
Genova.
1879 Il 17 aprile
i coniugi Verdi sono a Sant’Agata;
il 30 giugno a Milano, dove il compositore dirige la Messa
da requiem alla Scala a beneficio delle vittime dell’inondazione
del Po. In quell’occasione Verdi riceve nel suo albergo
Boito, che pochi giorni dopo gli presenta uno scenario di Otello,
giudicato “eccellente” dal compositore. Il 18 novembre
Verdi acquista il libretto dal poeta. A Genova, nell’inverno,
compone il Pater noster per coro e orchestra.
1880 Il 22 marzo trionfale ripresa di Aida in
francese all’Opéra diretta da Verdi. Il 18 aprile
il compositore è a Milano per la prima esecuzione del Pater
noster e dell’Ave Maria per soprano e archi
al Teatro alla Scala; gli viene conferita la cittadinanza onoraria.
A Sant’Agata si occupa della ristrutturazione dei suoi
fondi e delle case coloniche ed intanto lavora all’Otello;
in dicembre sospende la composizione per occuparsi della revisione
di Simon Boccanegra.
1881 Febbraio: Verdi e Giuseppina partono
per Milano dove, il 24 marzo, Simon Boccanegra (nuova
versione) viene rappresentato alla Scala. In estate il compositore
riprende a lavorare ad Otello; trascorre l’inverno
a Genova.
1882 Verdi si occupa della riduzione di Don
Carlos da 5 a 4 atti. Nell’estate per la prima volta
si reca alle cure termali di Montecatini in compagnia della
moglie e di Teresa Stolz, prendendo alloggio alla Locanda Maggiore.
1883 Continua a lavorare alla riduzione di Don
Carlos; nell’estate è a Montecatini ed a
fine dicembre a Milano per iniziare le prove dell’opera.
1884 Il 10 gennaio Don Carlo (versione
in 4 atti) viene rappresentato al Teatro alla Scala, subito dopo
i coniugi Verdi rientrano a Genova. In febbraio Verdi si occupa
dell’adozione di un diapason ufficiale per “tutto
il mondo musicale”, ed in marzo torna a lavorare ad Otello.
Dopo un breve viaggio a Torino per visitare l’Esposizione
Verdi e Giuseppina si recano a Montecatini. A metà luglio
sono a Sant’Agata ed a settembre ricevono la visita di
Boito e Giuseppe Giacosa.
1885 Frequenti incontri con Boito per discutere
di Otello; in luglio a Montecatini; in inverno a Genova.
1886 In marzo i
coniugi Verdi sono a Parigi, in compagnia dell’amico
Emanuele Muzio: Verdi intende ascoltare alcuni artisti in vista
della rappresentazione di Otello.
In particolare lo interessa Victor Maurel, a cui vuole affidare
il ruolo di Jago. Nel suo studio in Place Pigalle il pittore
Giovanni Boldini ritrae Verdi in abito nero, le mani appoggiate
sulle ginocchia. Non contento del primo, il 9 aprile Boldini
dipinge un altro ritratto del compositore, questa volta con il
cilindro in testa e la sciarpa al collo. In giugno Verdi e Giuseppina
sono a Montecatini. Il 13 luglio muore Clarina Maffei e Verdi
corre a Milano per dare l’ultimo saluto all’amica.
In dicembre, da Genova, spedisce a Ricordi gli ultimi due atti
di Otello. Il 26 dicembre ripresa del Don Carlo a
Modena, Teatro Comunale, in una versione riveduta in 5 atti.
Composizione delle Laudi alla Vergine Maria.
1887 Il 1° gennaio muore a Roma l’amico
Opprandino Arrivabene. Verdi e la moglie partono alla volta di
Milano per la messa in scena di Otello. La prima ha
luogo al Teatro alla Scala il 5 febbraio. In luglio i coniugi
Verdi sono a Montecatini, in dicembre a Genova.
1888 Il 5 maggio
Verdi e la moglie rientrano a Sant’Agata; in luglio sono alle cure termali di Montecatini.
Su richiesta di Giovanni Mariotti, che vuole portare la locale
Scuola di musica di Parma in Regio Conservatorio, Verdi propone
i nomi di Arrigo Boito (che rifiuta) e Giovanni Bottesini (che
accetta) quale primo direttore. Il 6 novembre viene inaugurato
l’Ospedale di Villanova d’Arda, fatto costruire interamente
a spese di Verdi. Con l’avvicinarsi del cinquantenario
della prima rappresentazione di Oberto, Il giornale “La
perseveranza” di Milano propone un “Giubileo artistico” in
onore di Verdi. Passa l’inverno a Genova.
1889 In febbraio
Verdi si rivolge a Boito affinché si desista dal celebrare il “Giubileo”.
In marzo informa lo stesso di avere armonizzato a quattro voci
una “scala enigmatica” che si trasformerà successivamente
nell’Ave Maria dei Quattro pezzi sacri . A
metà aprile è a Sant’Agata ed in luglio,
come suo solito, a Montecatini. Si inizia a progettare Falstaff.
Muore Bottesini e Verdi propone il nome di Franco Faccio quale
nuovo direttore del Conservatorio di Parma. Il 18 ottobre è a
Milano dove firma un contratto per l’acquisto di un terreno
appena fuori città, ove intende far costruire una casa
di riposo per musicisti.
1890 L’8
marzo riceve da Boito il libretto completo di Falstaff.
In aprile apprende che Faccio è gravemente
ammalato e chiede a Boito di sostituirlo temporaneamente nella
direzione del Conservatorio di Parma. In luglio i coniugi Verdi
sono a Montecatini; il 14 novembre muore a Roma l’amico
Giuseppe Piroli ed il 27 a Parigi Emanuele Muzio. All’inizio
di dicembre Verdi e Giuseppina si trasferiscono a Genova.
1891 Il 28 aprile
Verdi e Giuseppina si recano a Sant’Agata ed in luglio sono a Montecatini. In settembre,
d’accordo con Boito, Verdi appoggia la nomina di Giuseppe
Gallignani quale direttore del Conservatorio di Parma. Durante
l’inverno, a Genova, Verdi continua a lavorare a Falstaff.
1892 L’8 aprile dirige alla Scala la “Preghiera” del Mosè, in
occasione delle celebrazioni del centenario della nascita di
Rossini. Trascorre l’estate tra i bagni di Tabiano e Montecatini
e lavora per terminare la composizione di Falstaff. In
ottobre Arrigo Boito e Giulio Ricordi sono a Sant’Agata
per predisporre la messa in scena dell’opera. Trascorre
l’inverno a Genova.
1893 Il 2 gennaio parte da Genova con Giuseppina
per le prove di Falstaff alla Scala; l’opera viene
rappresentata il 9 febbraio con grande successo. Il 2 marzo è di
nuovo a Genova, da dove riparte il 13 aprile per Roma, per una
ripresa di Falstaff al Teatro Costanzi; in quest’occasione
viene ricevuto dal re Umberto I e gli viene conferita la cittadinanza
onoraria. Trascorre l’estate tra Sant’Agata e Montecatini
ed in novembre è a Genova.
1894 Ultimi soggiorni a Parigi, per il debutto
di Falstaff (Opéra Comique, 18 aprile) e Otello (Théâtre
de l’Opéra, 12 ottobre, con il nuovo balletto).
Il 23 ottobre è a Genova. In novembre-dicembre compone Pietà Signor! a
beneficio delle vittime del terremoto in Sicilia e Calabria.
1895 Frequenti visite a Milano per controllare
i lavori della Casa di riposo per musicisti. Inizia la composizione
del Te Deum per coro e orchestra. Come di solito
passa l’estate a Montecatini e l’inverno a Genova.
1896 In gennaio
Verdi è a Milano;
vi ritornerà più volte per far visita ai cantieri
della Casa di riposo. Trascorre l’estate a Sant’Agata
ed a Montecatini; in novembre è a Genova. Compone lo Stabat
Mater per coro e orchestra, ma è preoccupato per
la salute instabile della moglie.
1897 Ai primi di
gennaio Verdi è colpito
da un malore improvviso: soccorso dalla figlia Maria si riprende
presto. Di nuovo i coniugi Verdi si recano a Milano per sorvegliare
i lavori della erigenda Casa di riposo: la salute di Giuseppina
registra un lieve miglioramento. In luglio sono a Montecatini
ed in agosto ritornano a Sant’Agata. In ottobre Verdi conclude
la composizione dei Pezzi sacri. La salute di Giuseppina
si aggrava di giorno in giorno; si spegnerà il pomeriggio
del 14 novembre nella villa di Sant’Agata. Il compositore
trascorre le festività natalizie in compagnia dei famigliari
e di Boito.
1898 Il 7 aprile lo Stabat Mater,
le Laudi alla Vergine Maria e il Te Deum vengono
eseguiti per la prima volta a Parigi; Verdi non è presente,
ma vi è Boito in sua vece (i medici avevano infatti proibito
a Verdi un viaggio così faticoso). Trascorre l’estate
tra Sant’Agata e Montecatini in compagnia di amici; l’inverno è a
Milano.
1899 In febbraio-maggio
Verdi è a Genova;
in luglio a Montecatini in compagnia di Teresa Stolz; in agosto
a Sant’Agata. Sempre più spesso è a Milano,
nel suo appartamento al primo piano del Grand Hôtel et
de Milan. In questa città, il 16 dicembre firma il documento
che stabilisce la fondazione della Casa di riposo per musicisti.
Trascorre le feste natalizie e il capodanno in compagnia di amici.
1900 In marzo Verdi
si trasferisce a Genova, dove trascorre la Pasqua in compagnia
di Boito. Il 14 maggio, a Milano, firma il testamento con il
quale nomina Maria Carrara Verdi erede universale; fra i numerosi
lasciti, quello all’Ospedale
di Villanova d’Arda e alla Casa di riposo per musicisti,
alla quale sono destinati tutti i diritti d’autore delle
sue opere. In maggio Verdi è a Sant’Agata, che lascia
per l’ultima volta il 4 dicembre per recarsi a Milano in
compagnia della figlia Maria.
1901 Verdi trascorre
il capodanno all’Hotel
de Milan in compagnia di Boito, Pascarella, Teresa Stolz, del
pittore Carlo Mancini e di un ristretto gruppo di amici. Il 18
gennaio scrive alla cognata Barberina Strepponi: “sono
da quasi quindici giorni in casa perché ho paura del freddo!!
Io sto abbastanza bene, come in passato, ma ripeto ho paura del
freddo!! [...] Speriamo che le belle giornate come questa d’oggi
continuino”. Il 21 gennaio, alle 10,30 del mattino, viene
colpito da paralisi per emorragia cerebrale. Verdi lotta con
la morte per sette giorni ed alle ore 2,45 del mattino del 27
gennaio il medico Grocco in lacrime, annunzia la morte ai presenti.
La sua salma riposa, insieme a quella della moglie, nella cappella
della Casa di riposo per musicisti “Giuseppe Verdi”.
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La forza del destino [II]
Aida
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Don Carlo [II]
Otello
Falstaff
Messa da requiem
Altre composizioni
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Bibliografia
essenziale
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16 Mb); Windows 95; scheda video SVGA 256 colori; scheda audio
Sound Blaster 16 bit o compatibile. - Requisiti di sistema per
Macintosh: 68040 (consigliato PowerMac); Ram 16 Mb; System 7.5;
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