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La Collezione Bruun: un patrimonio sonoro
La Collezione Bruun costituisce uno dei nuclei fondativi della discoteca storica dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani. Si tratta di una raccolta discografica di grande valore storico e musicologico, che documenta la tradizione interpretativa verdiana e rappresenta una risorsa per la ricerca sulla prassi esecutiva e sulla ricezione del repertorio.
Carl L. Bruun, collezionista e studioso
Carl L. Bruun (1910–1984) fu studioso attivo nel campo della discografia musicale del Novecento. Per oltre trent’anni lavorò presso l’archivio sonoro della Sveriges Radio, curando programmi dedicati al melodramma e ai cantanti, e pubblicando nel secondo dopoguerra importanti studi di ambito discografico.
Secondo la testimonianza della collega Karin Byström, Bruun iniziò a costruire la propria collezione già negli anni Trenta. Nel corso del tempo raccolse oltre 14.000 dischi e circa il 20% di questo patrimonio – la sezione dedicata a Giuseppe Verdi – fu destinato all’Istituto.
Le origini della collezione
Bruun conosceva l’Istituto di Studi Verdiani (era abbonato al Bollettino Verdi) e nel 1982 comunicò di volerci affidare la sua raccolta dedicata a Giuseppe Verdi perché – ben consapevole del valore scientifico e culturale della sua collezione – voleva garantirle una conservazione adeguata e una piena fruibilità a studiosi e appassionati.
Alla sua morte, nel 1984, la donazione venne formalizzata e accolta ufficialmente nel 1985, entrando così a far parte del patrimonio dell’Istituto.
Questo lascito contribuì alla costituzione del fondo discografico dell’Istituto, oggi composto principalmente dalle collezioni Bruun e Rognoni.
Caratteristiche della raccolta
La collezione comprendeva originariamente circa 2000 dischi a 78 giri e 1000 long playing, per un totale di oltre 3000 incisioni singole e circa 300 registrazioni di opere complete.
Oggi il fondo conserva numerosi dischi a 78 giri, a cui si affiancano 45 giri, recital e numerose opere complete su long playing, alcune delle quali rare e non ristampate in digitale.
Nel loro insieme, questi materiali offrono un interessante panorama della discografia verdiana dal 1900 fino alla fine degli anni Settanta. Particolarmente significativa è la presenza di interpreti poco noti in Europa – tra cui cantanti scandinavi, tedeschi, slavi e russi – che rendono la raccolta rilevante anche per studi sulla ricezione internazionale dell’opera verdiana.
Significato culturale e scientifico
Il valore della Collezione Bruun va oltre la sua consistenza numerica. Essa documenta l’evoluzione dell’interpretazione verdiana attraverso il disco, testimonia la diffusione internazionale dell’opera italiana e costituisce una risorsa fondamentale per studi musicologici, discografici e storico-interpretativi.
La collezione è conservata presso l’Istituto ed è disponibile anche in formato digitale. Su prenotazione, è possibile accedere ai file audio per l’ascolto. Alla collezione Bruun è stato inoltre dedicato un volume edito dall’Istituto, il “Catalogo della discoteca storica dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani”, consultabile presso la nostra biblioteca.
La Collezione Bruun rappresenta uno dei nuclei fondativi della discoteca storica dell’Istituto e costituisce una significativa raccolta di documenti sonori dedicati alla tradizione verdiana.