News ed Eventi
Una nuova bibliografia disponibile presso l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani
L’Istituto Nazionale di Studi Verdiani arricchisce il proprio patrimonio bibliografico con una nuova selezione di volumi dedicati alla figura e all’opera di Giuseppe Verdi. Si tratta di una bibliografia che valorizza il contributo scientifico di alcune tra le più autorevoli studiose nel campo della musicologia e degli studi verdiani. Attraverso approcci metodologici differenti — dalla filologia all’analisi drammaturgica, dalla storia della ricezione agli studi di genere — questi lavori contribuiscono ad ampliare e approfondire la ricerca sul compositore, offrendo nuovi strumenti interpretativi e prospettive critiche.
I volumi – disponibili presso la Biblioteca dell’Istituto – rappresentano una risorsa mirata e preziosa per studiosi, ricercatori e appassionati, e testimoniano la vitalità e la pluralità degli studi dedicati al teatro musicale dell’Ottocento e, in particolare, all’opera verdiana.
Helen M. Greenwald e l’edizione critica di Attila
Tra i titoli disponibili c’è il volume Attila. Dramma lirico in un prologo e tre atti di Giuseppe Verdi curato da Helen M. Greenwald, musicologa, violoncellista e traduttrice.
L’edizione critica dell’Attila di Verdi è stata presentata in anteprima nel 2010 da Riccardo Muti al Metropolitan Opera di New York ed è stata selezionata nel 2013 come progetto di punta dal National Endowment for the Humanities (NEH). L’edizione è stata inoltre scelta da Riccardo Chailly per inaugurare la stagione 2018-2019 del Teatro alla Scala ed è stata rappresentata anche al Teatro Regio di Parma.
Greenwald ha presentato le proprie ricerche in importanti contesti internazionali, tra cui il Congresso Internazionale Mozart del 1991 e il Congresso Verdi di Parma del 2001, contribuendo in modo significativo allo sviluppo degli studi musicologici sul repertorio operistico.
Maria Ida Biggi e le nuove prospettive su Arrigo Boito
Sono consultabili presso l’Istituto anche due volumi di Maria Ida Biggi:
- Ecco il mondo. Arrigo Boito, il futuro nel passato e il passato nel futuro
- Eleonora Duse e Arrigo Boito
Professoressa di Discipline dello Spettacolo presso il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dal 2007 Biggi dirige l’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini. Dal 2018 è promotrice del Comitato Nazionale per il Centenario della scomparsa di Arrigo Boito.
Nel corso della sua attività ha collaborato come consulente con la Fondazione Gaetano Donizetti di Bergamo e con il nostro Istituto per la ricerca di materiali iconografici e scenografici.
Il volume dedicato a Boito raccoglie gli atti del convegno organizzato nel 2018 in occasione del centenario della morte del compositore. Non si tratta tuttavia di una semplice raccolta di contributi: il libro rappresenta uno strumento aggiornato e indispensabile per comprendere lo stato della ricerca e degli studi su Boito, offrendo una rilettura della produzione di uno dei protagonisti più innovativi del panorama musicale e letterario dell’Ottocento.
Daniela Goldin e la drammaturgia verdiana
Particolarmente significativa è la presenza dei lavori di Daniela Goldin, studiosa che ha dedicato ampie ricerche alla librettistica e alla drammaturgia del melodramma. Tra i titoli disponibili:
- La vera fenice. Librettisti e libretti tra Sette e Ottocento
- Lessico melodrammatico verdiano
- Fonti, libretto, drammaturgia della “Forza del destino”
- La Traviata di Francesco Maria Piave e Giuseppe Verdi
- “Véngame – Aquella palabra!” Il trovatore da García Gutiérrez a Verdi
- Verdi, Il trovatore e il teatro spagnolo
- Simon Boccanegra da Verdi a Piave a Boito
Goldin ha iniziato la sua carriera universitaria come Lettrice di Italiano presso il Romanisches Seminar dell’Università di Heidelberg. È stata Visiting Professor alla McGill University di Montréal e ha insegnato Letteratura latina medievale all’Università di Venezia, per poi ricoprire gli insegnamenti di Filologia medievale e umanistica e di Storia del melodramma all’Università di Padova.
Le sue ricerche spaziano dalla letteratura mediolatina — fino alla produzione latina di Petrarca e Boccaccio — alla storia della traduzione dal Medioevo all’Ottocento, dalla librettistica italiana tra Sei e Novecento al rapporto tra melodramma italiano e teatro europeo. Una particolare attenzione è rivolta alla drammaturgia verdiana e ai processi di costruzione del testo teatrale, temi che attraversano gran parte dei suoi studi.
Roberta Montemorra Marvin e la formazione di Verdi
La bibliografia si arricchisce anche dei contributi di Roberta Montemorra Marvin, membro del Comitato Scientifico dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani, tra cui:
- Verdi the Student – Verdi the Teacher (Istituto Nazionale di Studi Verdiani, 2010)
- The Politics of Verdi’s Cantica
- The Cambridge Verdi Encyclopedia
- I masnadieri di Giuseppe Verdi
- Verdi learns to compose: the writings of Bonifazio Asioli
- Verdi’s unwritten operas
- Verdi’s tempo assignments in I Masnadieri
- Verdi’s I masnadieri: its genesis and early reception
Marvin ha conseguito il dottorato e il master in Musicologia storica e una laurea in musica con specializzazione in flauto traverso al Conservatorio di Boston, ricoprendo nel corso della sua carriera numerose posizioni accademiche.
Nel volume Verdi the Student – Verdi the Teacher la studiosa ricostruisce le tappe dell’apprendistato di Verdi a Busseto e a Milano, portando alla luce anche alcuni testi didattici meno noti che contribuirono probabilmente alla sua formazione durante il periodo di studio con Lavigna. Il libro individua inoltre i principi della sua educazione teatrale e i criteri didattici che il compositore trasmise al suo unico allievo, Emanuele Muzio.
Susan Rutherford e gli studi sulla vocalità
Tra le studiose presenti nella bibliografia figura anche Susan Rutherford, autrice di importanti contributi sulla vocalità e sulla dimensione performativa dell’opera. Tra i testi disponibili:
- Verdi, Opera, Women
- “Il grido dell’anima” or “un modo di sentire”: Verdi, masculinity and the Risorgimento
- La Traviata or the “willing grisette”
- Remembering – and forgetting – Verdi. Critical reception in England in the Early Twentieth Century
- “The Opera of the Body”: Verdi’s compositional practices
Professoressa emerita di musica presso l’Università di Manchester, Rutherford ha insegnato anche nelle università di Oxford e Cambridge.
Le sue ricerche sono guidate da un interesse per l’atto della performance vocale nelle sue molteplici dimensioni: evento artistico, pratica tecnica, gesto interpretativo, esperienza collaborativa e fenomeno culturale e sociale.
Gran parte del suo lavoro si è concentrato sull’opera italiana dell’Ottocento. Ha ricevuto il Premio Internazionale “Giuseppe Verdi” e ha scritto e presentato due documentari per BBC Radio 3.
Linda B. Fairtile: studi verdiani tra ricerca ed edizioni critiche
Completa la bibliografia una serie di studi di Linda B. Fairtile, tra cui:
- The works of Giuseppe Verdi: a consideration of its impact
- Verdi’s first “willow song”: new sketches and drafts for Otello
- Verdi at 200: recent scholarship on the composer and his works
Fairtile “liaison librarian” per musica, teatro, danza e studi italiani, oltre che musicologa specializzata in opera italiana. È inoltre co-direttrice dell’American Institute for Verdi Studies presso la New York University.
Il 26 settembre, in apertura del XXV Festival Verdi al Teatro Regio di Parma, l’Otello di Giuseppe Verdi è tornato in scena con la prima assoluta di una nuova edizione critica curata da Fairtile per The University of Chicago Press e Casa Ricordi, ulteriore testimonianza del suo contributo agli studi verdiani.
Un patrimonio a disposizione della ricerca
La nuova bibliografia rappresenta dunque un tassello importante nel costante aggiornamento delle risorse scientifiche dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani. I volumi — tutti disponibili per la consultazione presso la nostra biblioteca — offrono strumenti preziosi per approfondire la conoscenza dell’opera e del contesto culturale di Giuseppe Verdi.
Attraverso prospettive di studio diverse ma complementari, queste ricerche contribuiscono a rinnovare il dialogo critico attorno al compositore, confermando il ruolo centrale dell’Istituto come luogo di conservazione, studio e diffusione della cultura verdiana.